7 ottobre/18 novembre 2026
Lo scenario clinico contemporaneo si presenta sempre più inquietante: rischiano di non reggere i quadri tradizionali della psicopatologia, si espande lo spazio assegnato alle sofferenze non nevrotiche della personalità, si sgretolano il senso dell’identità e delle relazioni, le “perversioni”, variamente intese, estendono ambiguamente il loro territorio, mentre perde consistenza e specificità il campo storico delle tossicodipendenze…
È possibile, tuttavia, rintracciare in molte manifestazioni della psicopatologia contemporanea un minimo comun denominatore che definirei come la “perdita dell’evidenza naturale della dipendenza”, ossia di quelle forme di dipendenza che consentono di considerare sana una relazione interpersonale. Ritengo di poter considerare tali manifestazioni alterate della dipendenza come “mutazioni tossiche della dipendenza”.
Precarietà volubili mettono in crisi la scelta e la costanza dell’oggetto, mentre insofferenze quasi allergiche alla relazione segnano forme estreme di indifferenza autarchica verso qualsiasi forma di legame. Emergono inoltre incapacità di esprimere interessi e desideri, che alimentano il bisogno incoercibile di delegare ad altri la scelta dell’oggetto e del relativo “piacere” a esso attribuito. Ambiguità confondenti dell’identità personale si accompagnano a distinzioni sempre più difficili tra piacere e dolore, amore e odio, nonché tra l’irrinunciabilità del legame e la sua distruttività.
Tale scenario clinico ed esistenziale, individuale e sociale, suscita inquietudine e suona come un allarme per le ricadute sulle possibilità di mantenere vivi i fondamenti della teoria e della clinica psicoanalitica; il potere (contagioso) di tali fenomeni rischia infatti di minare la fiducia nelle possibilità terapeutiche della relazione di cura psicoanalitica.
CONDUCE GLI INCONTRI Lucio Sarno, Psicoanalista SPI/IPA
Evento ECM in PRESENZA a MILANO




